Vir predicans iustitiam

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Vir predicans iustitiam

Gli ultimi dieci anni della vita di Dante (1310-1321)


L’ultimo decennio della vita di Dante esule (1310-1321) è il periodo nel quale il poeta, procedendo al compimento della sua comedia costruisce l’immagine di sé come uomo di giustizia: “Vir predicans iutitiam”. Attraverso questo impegno, esercitato in un poema che, in quanto commedia, è una allegorica rappresentazione della realtà, Dante interviene sui fatti della storia e della cronaca politica più recente per consegnare ai suoi contemporanei il suo verdetto: mentre nella corrispondenza con Giovanni del Virgilio ribadisce la scelta radicale della lingua volgare per la sua rappresentazione del reale ottenuta attraverso il linguaggio. In questa prospettiva è necessario ricostruire, con il ricupero di documenti pubblici talora trascurati, lo spazio istituzionale e sociale nel quale si muovono i corrispondenti e i politici ai quali Dante indirizza i suoi scritti.

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Claudia Villa

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membro onorario della American Dante Society, ha insegnato Filologia medioevale umanistica nell’Università di Bergamo (dove è stata anche Preside) e alla Scuola Normale di Pisa. Si è occupata della fortuna delle commedie di Terenzio dall’età carolingia a Petrarca, del riso come forma preverbale di comunicazione sociale nella Comedìa di Dante e della “Primavera” di Botticelli.

Caratteristiche

Anno: 2026
Numero pagine: 264
ISBN: 978-88-382-5109-2
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